GROTTE DI NETTUNO - ALGHERO

Grotte di Nettuno

Le Grotte di Nettuno, o come vengono chiamate ad Alghero “Le Coves de Neptù” secondo la tradizione catalana, prendono il nome da Nettuno, la nota divinità marina della civiltà romana. Sin dalla sua scoperta, avvenuta per caso da un pescatore del luogo nel XVIII secolo, questa grotta dal sapore quasi mistico è sempre stata una attrazione turistica importante.

L’ingresso è situato nel versante nord-ovest del promontorio di Capo Caccia, per cui ai visitatori è possibile entrare solo se le condizioni meteo/marine lo consentono. Data la particolare conformazione della costa (Capo Caccia è un promontorio di roccia calcarea), nelle vicinanze si trovano anche altre grotte, come ad esempio la “Grotta dei Pizzi e Ricami”, accessibile solo via mare, e la gigantesca “Grotta dell’Altare” meglio conosciuta come “Grotta Verde”.

Per raggiungere le Grotte di Nettuno ci sono due alternative: o la ripida scalinata di 656 gradini ricavata nella roccia, detta “Scala del Cabirol”, o tramite le imbarcazioni di compagnie private che, partendo dai porti nelle vicinanze, portano i numerosi turisti direttamente all’ingresso della grotta.

Tale servizio di visite è aperto tutto l’anno, ma durante l’inverno, proprio per la posizione esposta dell’ingresso della grotta, il numero di accessi cala notevolmente in funzione delle condizioni meteorologiche. La lunghezza totale del complesso delle Grotte di Nettuno è stimata intorno ai 4 km, ma la visita possibile al pubblico, per ragioni di sicurezza, si riduce alle prime centinaia di metri.

Solamente gli speleologi più esperti ne conoscono gli anfratti e i segreti più nascosti. L’ingresso è altamente spettacolare, essendo coperto di concrezioni di vari colori, dovute all’erosione dell’acqua e alla presenza di un lago alimentato dal mare, profondo 9 m, largo 25 m e lungo 100 m, battezzato “Lago Lamarmora”. Numerosi sono gli stalattiti e gli stalagmiti, uno di questi, che colpisce per la sua imponenza, si eleva al centro del lago e viene chiamato “Acquasantiera”.

Procedendo, tramite una breve discesa si arriva alla “Sala delle Rovine” così detta per le deturpazioni subite nel secolo della sua scoperta da visitatori senza scrupoli, e ornata di grandi stalattiti. La “Sala della Reggia” giunge subito dopo con le sue impressionanti formazioni che raggiungono i 18 metri e grandi colonne calcitiche.

Porta ad una sorta di lido dalla sabbia finissima, la “Spiaggia dei Ciottolini”, che conduce alla “Sala Smith”, (il nome di un capitano inglese che la scoprì per primo) detta anche “Sala dell’Organo” per via del cosiddetto “Grande Organo”, un’enorme e imponente colonna larga 50 metri per 4 ed alta 49 metri, la più grande struttura della grotta. Al di sopra della “Sala della Reggia” e del Lago si trova una balconata chiamata “Tribuna della Musica”: uno spazio dove ci si può affacciare sul “Lago Lamarmora”.

Un insieme che costituisce uno scenario spettacolare, un bene inestimabile e unico al mondo da preservare per le generazioni future.

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