10 cose da fare a Venezia

Venezia e l’acqua, Venezia e le gondole, Venezia e l’acqua alta, Venezia e la pietra d’Istria, l’unica pietra capace di resistere alla salinità del mare, Venezia e il teatro di Goldoni. Una città che sembra un miraggio. Ma come si fa a non conoscere Venezia, o almeno a non immaginarsela? Unica e straordinaria. Dove tutto, dall’assetto urbanistico, alle calli, ai motoscafi con la scritta taxi, ai panni stesi ad asciugare, compresi i gondolieri in uniforme che sfrecciano con la tipica remata- la“vogatura alla veneta”- da un solo lato, hanno un sapore nuovo e diverso. Un luogo dove la storia bussa ad ogni angolo, in ogni pietra, in ogni immagine. Dove anche un sospiro (il famoso ponte dei sospiri) o il riflesso dell’acqua sui muri, dona un fascino avvolgente e misterioso. Venezia vale di più del classico week end da innamorati a cui ci ha abituato l’immaginario comune, è una città culturalmente viva, animata da forti tradizioni, esteticamente splendida, con un’incredibile numero di attrazioni ed eventi che è possibile seguire in ogni periodo dell’anno.

Dieci cose da fare:

Mangiare un tramezzino in una piazzetta tra le calli in una giornata di sole. Perché qualsiasi veneziano doc ve lo dirà: i tramezzini di Venezia sono speciali, da bravi veneti l’aperitivo, è d’obbligo, magari accompagnato con un bel flute di prosecco. Non vi stupite se qualcuno vi offrirà un ombra, o vi chiederà di berne un’una insieme: Andemo a bever un’ombra (andiamo a bere un bicchiere di vino), contrazione metonìmica per andemo a bever un goto de vin all’ombra del campanil (andiamo a bere un bicchiere di vino all’ombra del campanile).Si prediligono i sapori del mare – innaffiati con il tipico spritz – come gamberi, polpa di granchio, salsette a go go. Assaggiare i cichèti in compagnia di veri veneziani è uno dei modi più pratici di conoscere la città e farsi suggerire percorsi e visite

Non perdersi un carnevale. Un tripudio di colori, un’esplosione di gioia in un periodo in cui “ogni scherzo vale”, che attira gente da tutto il mondo, disposta a divertirsi, a mettersi in costume, a passeggiare. Cosa ch’è di più seducente di una sfilata in maschera? Soprattutto qui, dove vuole la tradizione siano nate maschere come la bauta, la servetta muta, il medico della peste. Dove si celebrano Il volo dell’Aquila e il volo dell’Asino, i due voli simbolo, che caratterizzano i festeggiamenti della domenica. Il martedì grasso è dedicato allo svolo del leon, un volo da spiccare (in tutta sicurezza) dal campanile di piazza San Marco, per planare sui festanti dell’omonima piazza. Un festival culturale con centinai di eventi collaterali, come mostre, letture e spettacoli teatrali e musicali. Comprese feste supercoinvolgenti al ritmo dei dj set

Scoprire dove nascevano i vetri di Murano, al museo del vetro. Si dice che le vetrerie furono confinate su questa suggestiva isola della laguna ben collegata con la città, perché ai tempi, con il loro lavorio incessante dei loro forni erano responsabili di disastrosi incendi. In realtà, secondo documenti, la lavorazione del vetro aveva avuto un suo sviluppo indipendente proprio qui, pare che il sottosuolo di Murano abbia restituito i resti di un’antica fornace. La Serenissima, era gelosa dell’arte sopraffina tutta veneziana di lavorare al vetro e controllava i vetrai, ormai concentrati sull’isola, con maggior facilità. Ma i vetrai, di contro, erano molti apprezzati, basti pensare che, fra tutte le categorie di lavoratori, solo i maestri vetrai potevano sposare le figlie dei patrizi, e godevano anche di un loro statuto. Ospitato in un’ex abitazione patrizia nelle tipiche forme del gotico fiorito, Il Museo del vetro di Murano, ripercorre la storia di quest’Arte probabilmente nata grazie ai contatti privilegiati della città nel corso dei secoli XII-XIV, con l’Oriente e Paesi come la Siria e l’Egitto .

Visitare il Teatro la Fenice. Rinato, è il caso di dirlo, da un terribile incendio proprio come l’uccello mitico di cui porta il nome, narrato nelle favole di Erodoto, manca solo la patina, quella che ammanta e brunisce tutto, donata dal tempo, per il resto sono state rispettate le antiche vestigia.. Il Teatro La Fenice, si trova nel Sestiere di San Marco in campo San Fantin, è il principale teatro lirico di Venezia, uno dei maggiori d’Italia. È finito distrutto e riedificato, più volte, l’ultima nel 2003, ospita importanti stagioni operistiche, sinfoniche e un noto Festival Internazionale di Musica Contemporanea.

Frugare fra i volumi della Libreria acqua alta: per bibliofili sfegatati, amanti della cultura, curiosi, ecco pane per i vostri denti: cartoline e centinaia e centinai di libri appoggiati ovunque, dentro barche e vasche che fanno da originali mensole ed espositori, un colpo d’occhio tra i vicoli, una vera e propria istituzione a Venezia, per perdersi tra i romanzi, ricercare vecchi testi, scoprire antiche chicche. Amato dai gatti del quartiere, la libreria ha una bellissima scala che trabocca di libri. Un luogo magico alle spalle del Rialto.

Visitare il Campanile di San Marco lo leggerete ovunque e tutti i veneziani ve lo ripeteranno, il campanile, uno dei più alti d’Italia, che si erge a Piazza san Marco nei suoi quasi 100 metri d’altezza, loro lo chiamano affettuosamente El parón de caxa (Il padrone di casa). Era da lì, che anticamente i veneziani scrutavano il mare, in quanto in origine il campanile, era una torre di avvistamento e un faro. Adesso, il campanile, si fa vedere e sentire, con le sue campane ed è tra i protagonisti più consolidati del carnevale. Si può visitare.

Attraversare, in vaporetto, il canal grande: i veneziani si specchiano in questo canale che divide in due la città. Qui il mare e Venezia si invadono e si abbracciano a vicenda. A forma di esse, il canale si snoda dall’Innesto del Ponte della Libertà al Bacino di S. Marco. Se c’è una prospettiva privilegiata dal quale vedere Venezia è proprio questa: dall’acqua, così è possibile ammirare, in tutto il loro splendore, gli ingressi dei palazzi storici, che hanno le facciate, ornate e affascinanti, sporgenti proprio sul canale, al calar del tramonto, le ombre e i riflessi moltiplicano la suggestione e i giochi di luce. È conveniente dunque, dalle parti della stazione, prendere un vaporetto e concedersi un giro lungo il canale. Fra gli edifici che si incontrano ci sono: Ca’ Foscari, e la Ca’ Calbo Crotta, la Chiesa di San Simeon Piccolo e poi non perdetevi l’emozione di passare di passare sotto il Ponte degli Scalzi

Vedere la Collezione Guggenheim: Una visita a un museo di respiro internazionale. Attraversato dall’energia vitale di una personaggio che ha saputo condensare, la sua vita e il suo mecenatismo, la sua vocazione per la bellezza e per l’arte, in una collezione straordinaria. Da visitare, sia per rendere omaggio alla fondatrice Peggy Guggenheim sia per immergersi nell’affascinante sede: “il palazzo non finito”. Peggy Guggenheim fu una figura fondamentale per l’arte ( e gli artisti) del ventesimo Secolo. Ripeteva spesso che era “Suo dovere proteggere l’arte del Suo tempo”, alla creazione di questo museo dedicò gran parte della sua vita. La costruzione che ospita questa collezione di pregiatissimo livello è un vero patrimonio che Peggy acquista nel 1948, Palazzo Venier dei Leoni, situato nel sestriere di Dorsoduro, sul Canal Grande di Venezia, un capolavoro di architettura incompiuta, detto, appunto, il “palazzo non finito”. La Collezione Peggy Guggenheim è uno dei maggiori musei europei dedicati all’arte moderna. Un viaggio nel tempo e nell’arte. Una vera e propria carrellata di capolavori che vanno dal Cubismo al Surrealismo e all’Espressionismo astratto, la collezione è diventata, a ragione, una delle più conosciute e visitate attrattive culturali a Venezia.

Passeggiare per il Rialto. Ecco il cuore antico della città: una specie di punto d’origine, un luogo da scoprire palmo a palmo per conoscere l’anima della città, il quartiere Rialto era un fiorire di botteghe per il commercio e la lavorazione delle materie preziose che giungevano da lontano, Venezia città di mare e di commerci coll’estero e il misterioso Oriente. All’ombra del Mercato di frutta, verdura, pesce e selvaggina, tutti alimenti che giungevano dalla laguna e dalla terraferma, e ne facevano luogo d’elezione di spezie, storie e odori.

La toponomastica vede estendersi il quartiere fra Erbaria, Casaria, Naranzaria, Campo delle Beccarie, Pescaria, Riva del Fero, Riva del Carbon, Riva del Vin, Riva de l’Ogio. Un’occasione imperdibile per assistere a un evento architettonico epocale: il restauro del ponte di Rialto, il cantiere per il consolidamento di questo gioiello, infatti, è stato anche aperto ai curiosi. Uno dei simboli inossidabili della città, divide la fama solo col notissimo ponte dei sospiri. Il Rialto è una zona che trabocca di osterie, bàcari, bar e pasticcerie. Insomma, a farsi un giro da queste parti se ne trova abbastanza per riempire gli occhi gli bellezza, la pancia di buon cibo e vino e il cuore di emozioni.

Palazzo Ducale: se il vostro giro a Venezia è diventato realtà vorrà dire che piazza San Marco la conoscete già e non avrete potuto fare a meno di notare questo palazzo gotico, tra la piazzetta e il molo, che riassume, nelle sue linee, lo spirito della città. Palazzo Ducale adesso sede di un pregiato museo, ospitava l’antico Doge, e la magistratura veneziana (l’istituzione ducale, a Venezia, ha origini bizantine). Il famoso Ponte dei Sospiri venne costruito proprio per unire al Palazzo Ducale il nuovo edificio adiacente destinato alle Prigioni Nuove. Da segnalare gli itinerari segreti del palazzo, che si possono visitare solo in particolari condizioni.

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