10 cose da fare a Roma

Roma - Alberghi.it: San Pietro specchiata sul Tevere

Roma al tramonto, veduta di San Pietro specchiato sul tevere

Ogni sito, ogni guida, ogni turista che conosce Roma ha la sua lista di luoghi
da vedere e di cose da fare. Quella che vi proponiamo è sicuramente soggettiva e
non esaustiva ma coniuga la curiosità per l’arte con il giardino in pieno
centro storico, la meditazione della cucina ayurvedica con il plastico di Roma antica,
l’incontro tra storia antica e archeologia industriale del museo ricavato da
una ex centrale per l’energia elettrica con il cinema e il teatro, senza
dimenticare la buona cucina.

Ogni suggerimento si riferisce a zone e locali del centro storico con
l’eccezione del museo dell’Eur e della Casa del Cinema.

1) Il plastico di Roma antica all’EUR

Nel Museo
della Civiltà Romana in Piazza G. Agnelli, 10 all’Eur è custodito un
plastico di notevoli dimensioni che raffigura lo sviluppo architettonico di
Roma nel 300 d.C.

Un utile mezzo di riferimento e confronto tra la magnificenza
architettonico-urbanistica della Roma imperiale e gli attuali resti
archeologici, da vedere prima o dopo aver visitato il centro storico.

Il museo, poco noto e poco visitato, offre una esperienza unica perché, oltre
al plastico,  mostra tramite
ricostruzioni e copie di opere architettoniche e d’arte (statue e arredi
urbani) la vita nella Roma imperiale secondo i suoi aspetti educativi,
lavorativi, politici, amministrativi e di divertimento.

Una volta visitato il Museo potete approfittarne per vedere il resto dell’EUR
cominciato a costruire per l’Esposizione Universale di Roma del 1942 – che non si
tenne a causa della guerra – e completato solamente negli anni 50-60.

Nello Stesso edificio del Museo si trova anche il Planetario di Roma che oltre alle
proiezioni della volta celeste per scopi didattici ha un ricco programma di
conferenze dedicate al cielo stellato.

 

2)
Visita alla passeggiata panoramica del Gianicolo

Il colle del Gianicolo – che deve il suo nome al tempio di Giano che venne edificato
durante i primi insediamenti umani della zona, prima della fondazione della
città di Roma stessa, – è famoso per il giardino
pubblico, sempre accessibile, che offre una delle migliori viste panoramiche
della città.

Dalla piazza Garibaldi punto più alto del colle si offre una vista unica nel
suo genere che potete confrontare con quella offerta dal plastico della Roma
imperiale del museo dell’Eur. Qui potrete giocare a individuare i principali monumenti
della città alcuni facilmente riconoscibili (come il monumento al milite ignoto
che spicca in tutto il suo candore) altri di meno immediata evidenza (la cupola
del Pantheon) oltre alle innumerevoli cupole delle chiese della città. Per
vedere il cupolone di San Pietro dovere rivolgervi all’altro lato della
piazza.

Qui la sera una volta le giovani coppie venivano per appartarsi in macchina,
complice la scarsa illuminazione. Adesso invece ci si dà appuntamento verso le 23
portandosi da casa vino o altre bevande per brindare insieme prima di proseguire
la serata altrove.

L’uso della macchina è consigliato anche se un autobus attraversa l’intero giardino.

Proseguendo la passeggiata e dirigendosi verso il faro c’è un altro punto
panoramico dal quale si vede bene il carcere maschile di Regina Coeli. Qui fino
agli anni sessanta (più raramente ancora oggi) si potevano sentire in azione
gli strilloni che si rivolgevano agli ospiti dell’istituto
carcerario.

Una scena immortalata anche nel film Nella città L’Inferno di Renato Castellani
(Italia 1958) con Anna Magnani e Giulietta Masina ambientato nel carcere
femminile in via delle Mantellate in funzione fino agli anni ’60.

Sotto il terrazzo di Piazza Garibaldi, ogni giorno, un cannone dell’esercito
italiano esplode un colpo a salve per segnare il mezzogiorno. Il colpo fu
voluto da Papa Pio IX nel 1847, per coordinare tutte le campane delle chiese di
Roma.  Il cannone, all’epoca a Castel
Sant’Angelo, è stato trasferito al Gianicolo nel 1903.

3) Giardino di Villa Aldobrandini

Via Mazzarino 11 (via Nazionale)

All’imbocco di Via Nazionale, dal lato di Largo Magnanapoli,  si trova il giardino segreto e poco
frequentato della Villa
Aldobrandini, quanto rimane del giardino e parco  di una villa cinquecentesca, ridimensionato
nei secoli e, per ultimo, dall’apertura di Via Nazionale.

Non visibile dalla strada, sopraelevato rispetto le vie che lo delimitato, il
giardino, al quale si accede da via Mazzarino 11, con una doppia rampa di
scale, aperto dalle sette al tramonto, offre un rifugio ideale a chi – anche
per pochi istanti – vuole isolarsi dalla città e immergersi nel verde.

Alberi d’alto fusto e piante offrono ombra sufficiente per riposarsi, leggere,
pensare e rinfrancarsi prima di riprendere la visita della città.

Il lato del giardino prospiciente largo Magnanapoli offre una vista suggestiva
sulla piazza e sugli adiacenti mercati Traianei

4) Centrale Montemartini (museo)

Via Ostiense 106

Nel rione testaccio in quello che una volta era il
polo industriale di Roma, appena fuori le mura –comprendendo oltre alla
centrale termoelettrica anche i mercati generali e l’officina del gas – la ex centrale
termoelettrica Montemartini (in attività fino al 1963) che conserva integri i
motori diesel e una turbina a vapore, ora è adibita a spazio museale e ospita
la collezione di erme e di altri reperti archeologici di Roma antica in un
suggestivo connubio tra archeologia antica e archeologia industriale.

Una parte dello spazio espositivo è dedicata a mostre temporanee.
Nell’auditorium annesso si svolgono conferenze e concerti. Per il calendario
aggiornato consultare il sito
del museo.

Nel museo il regista Ferzan Ozpetek ha girato la scena d’apertura del suo Le
fate ignoranti
(Italia 2001).

5) Visita ai Caravaggio di Roma

 

Sono molti i quadri di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio che si
possono vedere a Roma.

La Conversione di San Paolo conservata nella collezione
privata a Palazzo Odescalchi

a piazza dei Santissimi Apostoli non è purtroppo esposta al pubblico, molti quadri
sono conservati in diversi musei e gallerie il cui ingresso è a pagamento:

il Bacchino Malato, il Fanciullo con canestro di frutta, la Madonna
dei Palafrenieri
, San Gerolamo, San Giovanni Battista, David
con la testa di Golia
alla Galleria
Borghese all’interno dell’omonima villa, in piazzale Scipione Borghese 5,
biglietto 13 euro.

l’affresco Giove, Nettuno e Plutone al Casino
dell’Aurora  in via Lombardia 46,
visitabile solo su prenotazione per gruppi di almeno 15 persone al costo di 20
euro ciascuno.

La Maddalena penitente e il Riposo durante la fuga in Egitto alla Galleria Doria Pamphilj in
piazza Grazioli 5, Ingresso 10,50

La Buona ventura e San Giovanni Battista ai Musei Capitolini in piazza del
Campidoglio ingresso 12 euro.

Giuditta e Oloferne, Narciso,
e San Francesco in meditazione, alla Galleria Barberini
in Via delle Quattro Fontane 13 ingresso 7 euro.

la Deposizione ai Musei vaticani  (nella Pinacoteca) ingresso 16 euro.

Altri quadri  sono
conservati in tre chiese vicine e visitabili gratuitamente:

La Vocazione di San Matteo, il Martirio di San Matteo, San
Matteo e l’angelo
nella chiesa di San
Luigi dei Francesi, nella piazza omonima (vicino piazza Navona) aperta
dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 (tranne il giovedì).

La Madonna dei Pellegrini nella chiesa
di Sant’Agostino in campo marzio, in piazza Sant’Agostino 80, poco distante
dalla piazza di San Luigi dei Francesi, aperta tutti i giorni dalle 7.30
alle 12.30  e dalle 16.00 alle 18.30.

La Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro a Santa
Maria del Popolo a piazza del Popolo.

aperta nei giorni feriali dalle ore 7.00 alle 12.00 e dalle  16.00 alle 19.00; i festivi dalle ore 7.30
alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

Le tre chiese si possono visitare agevolmente nell’arco di un’ora.

Durante lo spostamento da una chiesa e l’altra si può completare l’itinerario
caravaggesco con il percorso indicati da una mostra che si è tenuta a Roma nel
2011 i cui interari sono ancora consultabili
online.

6) Pizzeria ai marmi (aperta fino a tardi)

Se siete stanchi di camminare e avete fame ma si è fatto tardi e temete di
trovare i locali con la cucina chiusa, potete andare a colpo sicuro alla
pizzeria osteria Ai Marmi a viale Trastevere  53, nei pressi di piazza Sonnino, (06 580
0919) che rimane aperta ben oltre la mezzanotte (d’estate si mangia finché c’è
gente quindi può capitare anche alle due del mattino).

La pizzeria – conosciuta dai romani col soprannome colorito de l’obitorio
per via dei tavoli di marmo su quali viene apparecchiato con un semplice
tovaglia di carta – offre una varietà di pizze romane (dalla pasta fine
e leggera senza crosta a differenza di quelle napoletane dall’impasto pi spesso)  calzoni e i classici fritti: supplì, fiori di
zucca e filetti di baccalà (vero vanto del locale).

Affollatissima d’inverno quanto d’estate è una risorsa per poter mangiare anche
fuori orario,  l’attesa non è mai
superiore ai 15 minuti anche nei casi di massimo affollamento. I clienti della
pizzeria sono romani quanto turisti e spesso si fa conoscenza mangiando a
stretto contatto di gomito per il poco spazio tra un tavolo e l’altro o magari sedendo
in coppia o da soli nello stesso tavolo
da quattro o sei posti.

7) Bibliothe (centro culturale di cultura e cucina
ayurvedica)

Una piccola oasi in pieno centro storico a Via Celsa
4/5, dietro piazza del Gesù (tel. 066781427) a pochi passi da Piazza Venezia.

Bibliothe è una galleria d’arte. Una
biblioteca ayurvedica. Un ristorante vegetariano e una sala da the che a prezzo
fisso e contenuto permette di gustare dei piatti unici dal sapore inconfondibile
in un menu
variato giornalmente.

Una sala con pochi tavoli (si consiglia la prenotazione) una musica rilassante e
un servizio impeccabile e traquillo per un ambiente dove il caos
cittadino resta fuori dalla porta mentre ci si ritempra lo spirito …e la gola.

Chi lo visita se ne innamora e ci torna anche solo per gustare un dolce o bere
un te.

 

8) Crypta
balbi

Via delle Botteghe Oscure, 31

Tra le recenti sistemazioni dei nuovi scavi archeologici della città la Crypta
Balbi
offre in pieno centro storico a pochi passi da piazza Venezia (e da
bibliothe) uno dei siti archeologici più interessanti di Roma.. Gli scavi hanno
riportato in luce le stratificazioni delle successive edificazioni della Roma antica
e di quella  alto-medievale di un portico,
la Crypta Balbi, collegato con il teatro costruito nel 13 a.C. da Lucio Cornelio Balbo.
Il museo permette di vistare alcuni edifici limitrofi riportati alla luce
durante gli scavi.

Al sito è affiancato un museo che ricostruisce
la storia e l’avvicendarsi delle diverse funzioni che la zona ha avuto nei
secoli una piccola libreria fornitissima e ricca di testi specifici, dando alla
concezione della monumentalità di Roma un volto nuovo.

Un must anche per le visite di pochi giorni, un museo sempre poco
affollato e quindi visitabile a colpo sicuro.

Biglietto 7 euro, valido 3 giorni anche per Palazzo Massimo, Palazzo
Altemps e le  Terme di Diocleziano.

9) Casa del cinema

Largo Marcello Mastroianni, 1

Ingresso da Piazzale del Brasile, Parcheggio di Villa Borghese

06 423601

Dopo decenni di chiusura e di decadenza l’ex casina
delle rose
è stata restituita alla città adibita a casa del cinema
dove una sala moderna fornita dei sistemi di proiezione più moderni – dal 70mm
al digitale  – alla quale sono  affiancate altre tre sale più modesta, offre una
programmazione quotidiana di film e documentari a ingresso gratuito (è consigliabile
mettersi in fila per tempo perché i posti non sono numerosi) in rassegne tematiche
consultabili sul sito web che d’estate
si trasferiscono nell’annessa arena.

E’ consigliata la visita anche solo per godere del panorama prendendo magari un
caffè ai tavoli del bar per ammirare villa Borghese all’inizio della quale la Casa
del Cinema
è situata.
10) Teatro Valle occupato

Via del Teatro Valle, 21  00186 Roma

06 689 6634

Non poteva mancare in queste dieci tappe romane la visita
di un teatro, il secondo di Roma per antichità
dopo il teatro Argentina. Il teatro Valle  gestito dell’ETI Ente Teatrale Italiano ente cancellato
dal governo Berlusconi fino al 2010, passato di competenza al comune di Roma è
stato occupato dai lavoratori e lavoratrici che temendo una possibile
rassegnazione d’uso lo hanno trasformato in un centro di ricerca teatrale dove
attori attrici compagnie di tutta Italia vengono a proporre spettacoli al
pubblico romano che vi accede dietro libera sottoscrizione. La programmazione
che comprende anche proiezioni di film e documentari diversi stage e workshop oltre
ad assemblee cittadine di autogoverno del teatro stesso è visitabile al sito del teatro.

Lo si può andare  a visitare anche solo per
vedere un teatro all’italiana con i palchi disposti nella classica forma
di ferro di cavallo, in 5 ordini e un loggione, con decorazioni in legno e stucco
d’epoca. Per respirare anche solo per qualche secondo la polvere di uno dei
palcoscenici più suggestivi della capitale.

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