10 cose da fare a Lucca

Quante anime riassume Lucca? Con le sue ville, con la sua tradizione letteraria che è impossibile non nominare, segnata da penne immortali come il Pascoli, che qui visse (nel Comune di Barga, dopo aver girovagato da città in città) e scrisse le sue ultime opere? O la vena musicale, arricchita dal genio di Giacomo Puccini, che a Lucca visse e compose le sue opere più note? Lucca è l’unica città a conservare le sue mura originarie del XV-XVII secolo, lunghe ben 4,450 chilometri circa. Circondata da bellezze mozzafiato – nominiamo per tutte le colline lucchesi – la città oltre che itinerari naturalistici ne offre anche di gustosi enogastronomici, essendo la toscana una terra ricca sotto il profilo vitivinicolo, dove storie e saori si legano indissolubilmente.

Fermarsi alla piazza dell’anfiteatro: se siete a Lucca è impossibile non fermarsi o quantomeno attraversare la piazza dell’Anfiteatro oggi il centro urbano e il simbolo stesso della città, edificata sui resti dell’antico anfiteatro romano (risalente aI secolo d.C.). Creato, allora, per spettacoli e giochi gladiatorii, l’anfiteatro di Lucca era una struttura imponente, che contava cinquantaquattro arcate e poteva ospitare ben diecimila spettatori. Da questo deriva la sua attuale forma ellittica chiusa.

La piazza nacque nel medioevo e in quest’epoca, da una storpiatura del latino paralisium (“anfiteatro”), nome era chiamata “parlascio”, si pensava che qui si tenessero le riunioni di cittadini. Invero la gente si incontrava, come avviene adesso, e non disdegnava di chiacchierare. In passato la Piazza, come avveniva in tempo di guerra in molte città italiane, in prospettiva di lunghi assedi, venne trasformata in fortificazioni, nel corso delle Guerre Gotiche. Fu resa impenetrabile con la chiusura delle arcate esterne. Quando le guerre passarono fu riempita di costruzioni, dove stipare materiali come il sale o la polveriera, o costruzioni come le carceri denominate “le grotte”. La parte centrale venne suddivisa e destinata ad orti.

Bisogna aspettare l’Ottocento, e un piano urbanistico firmato dall’architetto lucchese Lorenzo Nottolini, per riavere la vera piazza, riaprire la “via dell’anfiteatro” e utilizzarla a lungo per il mercato cittadino ( detto mercato delle vettovaglie), che restò qui fino alla prima metà del Novecento per poi traslocare nel Mercato del Carmine.

Passeggiare per l’orto botanico di Lucca: L’orto botanico lucchese è tra il bastione di San Regolo, gli orti del convento di San Micheletto e i giardini dei palazzi costruiti per la corte di Elisa, che risalgono ai primi del XIX secolo. Questa era questa la zona dove si praticava il “gioco del pallone”, l’Orto di Lucca è anche “giardino” pubblico, oltre che un “museo laboratorio” della botanica: qui infatti la ricerca e la catalogazione collaborano strettamente alla conservazione del patrimonio botanico delle Mura e del territorio. Un unicum da salvaguardare. L’Orto botanico di Lucca si sviluppa tra spazi aperti e chiusi, inoltrandosi per percorsi segreti e sotterranei e rispuntare e prosperare sulla superficie del camminamento sulle Mura.

Contemplare le alpi Apuane (facendo un giro sopra le mura in bicicletta): Le Mura cinquecentesche, quelle rimaste intatte di cui vi raccontavamo prima, non solo circondano il centro storico di Lucca ma costituiscono un suggestivo viale alberato lungo più di 4 chilometri, perfetto per essere percorso sia a piedi che in bicicletta. L’itinerario è altamente paesaggistico e monumentale, perché non solo è intervallato da 11 Baluardi sorti a protezione delle Mura e delle Porte d’ingresso alla città, ma da qui si possono vedere e ammirare le facciate di antichi palazzi e Chiese, e altre prestigiose costruzioni che contraddistinguono Lucca. Dal lato esterno le Mura sono circondate da prati e si scorgono le vette delle Alpi Apuane ed i Monti Pisani.

Visitare Lucca Comix: In un perdo dell’anno compreso tra ottobre e novembre, questa citta storica della Toscana si proietta nel futuro più immaginifico, con Lucca Comics & Games un’importante fiera dedicata al fumetto, all’animazione, ai giochi (di ruolo, da tavolo, giochi di carte), ai videogiochi e a tutto l’immaginario fantasy e fantascientifico. Considerata, nel settore, la più importante rassegna italiana , seconda d’Europa e terza del mondo, la fiera ha un posto di tutto rispetto appena dietro eventi mondiali, come il Comiket di Tokyo ed il Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême in Francia. Se siete in visita alla città in quel periodo, fra un monumento e l’altro, vale certo una visita.

Conoscere la Garfagnana: se amate la natura intatta, aspra e dolce insieme, decisa e delicata, un po’ come l’animo toscano, da cui si dipanano storie e tradizioni, ecco la Garfagnana, che prospera tra la valle del Serchio e le Alpi Apuane e costituisce una zona di grande fascino, ricco di paesaggi indimenticabili e borghi da visitare, non lontano dal centro di Lucca. La Garfagnana è infatti un immenso parco di 60.000 ettari composto da boschi e luoghi suggestivi come le grotte naturali, di cui la più famosa, che vi consigliamo di visitare con una guida, è la “Grotta del Vento”, ma anche l’Italia ha i suoi caynon, e se non lo sapevate, visitate i canyon naturali come l’Orrido di Botri e per finire la natura incontaminata delle riserve, come quella dell’Orecchiella.

Una fitta rete di sentieri sono perfetti e per passeggiare e meditare, fra i luoghi imperdibili alcune perle dell’alta valle del Serchio, come la fortezza di Mont’Alfonso e la quella delle Verrucole – Barga e l`eremo di Calomini. Da vedere i laghi, molti attrezzati per praticare lo sport. Prima di muoversi perla Garfagnana è opportuno recarsi nei principali comprensori turistici intorno alla lucchesia.

Un giro per Versilia dove l’arte e il mare sono un tutt’uno. Dove il sole, la bella stagione e la balneazione si accordano con l’alto intrattenimento e con il piacere di rilassarsi partecipando a eventi, spettacoli e letture. La riviera costiera è nota per una immensa spiaggia dorata e una vivace attività mondana e notturna, qui infatti sono molte le discoteche storiche che si affacciano direttamente sul mare, dove i dj si avvicendano alle consolle, perché in Versilia non mancano locali per happy hours, pub, dove concedersi ricchi apertivi. La cittadina stessa, con e le sue tradizioni, offre un’infinità di ritrovi dove darsi appuntamento per sorseggiare un drink, ascoltare musica, incontrare gente e magari assistere alla presentazione di un libro

Le Ville di Lucca: Si trovano nella campagna e nella zona collinare che attornia la Piana di Lucca e raccontano ognuna una storia, della famiglia che le abitava e della città stessa. Costruite dal XV fino al XIX secolo come residenze estive, queste costruzioni sono ancora per la maggior parte proprietà di privati che se le passano da generazione in generazione.

La struttura delle ville lucchesi è propria di un’opera di borghesia urbana che diventa d’arte: immensi giardini, portici, saloni, impreziositi da affreschi e statue, vasche, pescherie e laghetti. Spesso circondate da olivi e vigneti, per rientrare nel tipico immaginario di villa toscana: perché è davvero così: i lucchesi hanno modificato il loro paesaggio tenendo in fondamentale considerazione il rispetto e la ricerca del bello.Per ragioni organizzative è consigliato organizzare preventivamente la visita delle ville lucchesi

Cose da mangiare solo a Lucca non sarà difficile scovare un agriturismo per vendemmiare sulle colline lucchesi lungo la strada dell’olio e del vino, un modo originale per immergersi nella vita contadine o conoscere produttori agricoli e artigianali dove acquistare rinomati prodotti alimentari. Itinerari, è il caso di dirlo, per tutti i gusti. Da assaggiare, la scarpaccia, tipica torta salata di verdure camaiorese, i matuffi, la farinata e il castagnaccio. Gli insaccati della Garfagnana, il Formaggio Caprino della Garfagnana e della Valle del Serchio. Per condire solo un filo d’olio delle olive quercetane, da provare, magari alternato al dop l’olio extra vergine di Oliva di Lucca. Chiaramente, per pasteggiare, si consigliano i vini doc delle colline lucchesi. Tra i desserts imperdibili, la torta coi becchi e la zuppa lucchese. Oltre agli immancabili buccellati, tipici di Lucca

Attraversare il ponte del diavolo (per conoscere le leggende lucchesi): La leggenda narra che il capo muratore impegnato nella costruzione di questo Ponte, ormai terribilmente in ritardo sui lavori, scese a patti con il Diavolo. Questi gli propose di completare l’opera in una sola notte, ma in cambio della prima anima che avesse attraversato il Ponte. Il capo muratore all’inizio accettò a malincuore e il Ponte fu ultimato, ma poi, disperato per l’approssimarsi della pesante imposta da pagare al Diavolo, implorò il Parroco del paese di aiutarlo. Quest’ultimo superò in astuzia il Diavolo ed escogitò un espediente: fece attraversare il Ponte ad un cane, il Diavolo prese l’animale e si buttò nelle acque del fiume. Ma adesso attraversatelo senza paura, il ponte della Maddalena è una superba opera di ingegneria medievale. Attraversa il fiume Serchio nei pressi di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca. altra bellissima località che vi consigliamo di visitare.

Visitare la torre di Lucca: Lucca conserva anche l’unica torre visitabile italiana, “Torre Guinigi”, con un delizioso giardino pensile proprio sulla sua sommità, formato da sette alberi di leccio. Con accesso da via Sant’Andrea, la torre è un simbolo per i lucchesi nonché l’ultima rimasta intatta delle 250 torri di cui Lucca andava fiera. L’essere una torre alberata poi, ne ha fatto un simbolo di rinascita e continuità. Bisogna affrontare 25 rampe di scale per poter vedere il panorama e il giardinetto pensile, ma ne vale la pena. Lucca sarà tutta lì, in un colpo d’occhio.

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